Tuesday, 13 October 2015

La magia delle cose perse e ritrovate di Brooke Davis | Recensione


Lo ammetto, la copertina ha attirato la mia attenzione solo come poche sanno fare, ma una volta preso in mano il libro e lette le prime righe pensai 'devo assolutamente prenderlo'.


LA TRAMA:
A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura. Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno al centro commerciale sua madre sembra sparita, non si perde d’animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. È proprio allora che si imbatte in Karl che se ne sta seduto con lo sguardo perso nei suoi pensieri. Karl è un anziano un po’ speciale che mentre parla, digita nell’aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva parole d’amore sulla schiena. Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant’anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge sulla strada Millie e Karl c’è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti, a uscire per la prima volta dalla sua solitudine. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Lì dove non ci si aspettava più di trovarla. Karl e Agatha si sentono vicini a lei come a nessun altro prima e decidono di ritrovare sua madre. E da quel momento per loro ogni cosa cambia. Scoprono che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita, per lasciarsi trascinare da un desiderio, per permettere all’amore di meravigliare ancora. E Millie è pronta ad imparare che non tutto ha una risposta e che questa è la magia del futuro. La magia di sapere che lungo la strada si perdono delle cose, ma che c’è sempre il modo per ritrovarle.

RECENSIONE
Parliamo de 'La magia delle cose perse e ritrovate' di Brooke Davis, dalla scrittura semplice e scorrevole e dalla trama che riesce a tenerti incollata per ore alle pagine.
Raccontato in poche parole?
Millie Bird una bambina di 7 anni che non si separa mai dai suoi stivaletti rossi e il suo Libro Delle Cose Morte.
La piccola ha da sempre un rapporto curioso con la morte, si sa così tanto della vita ma della Morte nessuno ne parla. E quando lei prova a fare domande riceve solo risposte rapide e sconnesse.
Nel suo Libro Delle Cose Morte Millie annota ogni sua perdita, anche quella del suo papà. E quando sua mamma sembra averla abbandonata al grande magazzino Millie non si dà per vinta. La sua mamma tornerà a prenderla, deve essere così.
E inizia così la sua avventura alla ricerca della mamma, insieme a due figure da cui trarrà grandi insegnamenti durante il percorso: Agatha, la vicina, e Karl, il dattilografo incontrato al grande magazzino.

Quando penso a 'La magia delle cose perse e ritrovate' la prima parola che mi viene in mente è genuino. Non solo per lo stile di scrittura, ma perché è di una spontaneità dolce e naturale. È uno di quei libri che arricchisce il proprio bagaglio di vita. Ti fa riflettere su quanto davvero si sappia poco della morte e come ognuno la viva in modo diverso.
Sbagliato? No, solo diverso.
Non esiste un modo giusto di affrontarla.
Ti rapisce fin dalle prime pagine, riuscendo a tenerti incollata per la trama originale e per lo stile elegante.
È difficile riuscire a rappresentare in modo chiaro i pensieri di una bambina di sette anni, ma Brooke Davis ci è riuscita in un modo che mai mi era capitato di leggere altrove. Un libro curioso che vi consiglio quando avete voglia di qualcosa di fresco e del tutto nuovo.
Sicuramente se l'autrice dovesse pubblicare presto qualcos'altro non esiterei ad acquistarlo.




















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