Monday, 24 October 2016

Distrazioni ► Parte I


''Sai cosa significa morire?''
''Come potrei non saperlo, in un mondo del genere?''
''Non parlo solo del fermare il battito di qualcuno. Parlo di morire dentro, nell'anima. Come persona. Perchè tu credi che in un mondo come il nostro tutto rimanga com'era un tempo?
Credi che sia davvero come prima?
Siamo cambiati dentro, ragazzina! Che tu lo voglia o no. Il mondo non è più come prima.
Noi non siamo più come prima.
Affondare il coltello nel cranio di qualcuno e sentire che in fondo un po' ti piace.
Perchè?
Perchè significherà che per quel giorno la vita ti avrà concesso un'altra chance.
Oh! Ma che cazzo dico, la vita?
TU avrai permesso a te stesso di vivere ancora un giorno. Alla fine quei cosi li fai fuori con le tue mani, mica per pura fortuna! ''
''No! Non è possibile che...''
''Ssh''
Silenzio.
''Cosa c'è?'
''Ssh! Fa' silenzio''.
In lontananza come lo spezzarsi di rami secchi. E poi l'inconfondibile strisciare di qualcosa.
Qualcosa di pesante. Come un uomo che trascina faticosamente il corpo di un animale senza vita.
''Guarda bene, Meg''.
Passo dal retro per cercare di prenderlo alle spalle. Ancora distante lo vedo zoppicare nella mia direzione, mentre intorno il silenzio mi stordisce con il suo esser vuoto, accompagnato solo dal rumore di quei passi pesanti.
Mi spingo contro il muro per non farmi vedere, né sentire. Il battito accelera. Il respiro si fa affannoso.
Chiudo gli occhi per un secondo. Perchè alla fine non mi sono ancora abituato a tutto questo.
Cerco di fare un respiro profondo.
Almeno ci provo...
Li riapro. E sono ancora lì.
In silenzio.
In silenz...? Oh!Cazzo!
Mi affaccio senza sporgermi troppo per verificare che l'uomo sia ancora lì.
Tzè...Uomo. Ogni tanto ci ricasco.
Vedo il suo corpo disteso. Le mani che provano a spingersi fuori.
Il coglione si è incastrato in una trappola per orsi.
Rimetto via il fucile e mi avvicino sempre con cautela.
Tiro fuori il machete.
Basta un colpo netto nel cranio.
Un colpo sicuro. Deciso.
Do l'ultima occhiata intorno prima di tornar dentro.
Non faccio in tempo ad aprire la porta che la ragazzina mi colpisce su una gamba.
'Ma che cazzo fai, Meg?'
'Cazzo! Scusa Aleck, mi sono fatta prendere dalla paura!'
'Non farlo mai più! E modera il linguaggio, ragazzina!'
'Ma vaffanculo! Il mondo va a puttane e tu mi dici di moderare il linguaggio?'
La guardo per niente stupito dalla risposta e scoppio in una risata, per poi smettere un paio di secondi dopo.
Il silenzio è la prima cosa importante, se vuoi rimanere in vita.
''Ehi, Aleck! Quindi quel discorsone che stavi facendo? Non è possibile che si cambi veramente così tanto! Qualcosa di noi rimarrà sempre sepolto'
'Povera illusa...La gente ha ormai perso la sua umanità da tempo! Non capisci?!'


Continua...

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